Difesa Personale & Bullismo
Premessa: Io non sono razzista ma obbiettivo. Ho viaggiato molto in Italia e all'estero da tutta la mia vita, ho vissuto per anni al nord e al sud Italia, so benissimo di cosa parlo perchè le cose le ho vissute realmente non parlo mai per luoghi comuni come una capra.
Fare l'ipocrita e il finto buonista non è contemplato dalla mia risoluta dignità. Per tanto le cose che ora dirò sono indiscutibilmente vere perchè basate sui fatti. Se poi qualcuno ha una prospettiva diversa, e in un dialogo costruttivo trova un modo per darmi torto, sarò felice di rimangiarmi le cose che propongo. Il mio consiglio è sempre guardatevi bene intorno, viaggiate e se pensate il contrario di ciò che scriverò ora, vi sfido a darmi torto, ma con i fatti logici, non con la rabbia violenta di una bestiaccia sconfitta.
Io sono cresciuto in contesti difficili, conosco bene la violenza della strada, il degrado e il pericolo che può generare la cattiveria di persone shifose e irrecuperabili.

Difesa Personale
Parliamo di Bullismo e Difesa Personale:
La difesa personale, così come è venduta oggi in modo semplice come fosse una soluzione, è solo un'illusione commerciale. Se state pensando che un set di tecniche che vengono insegnate in una manciata di lezioni da un tizio, vi salveranno da una reale aggressione, state sognando.
Nella mia esperienza ho sentito tante volte dire: "C'è lo schifo in strada devo fare difesa personale", da donne di mezza età in sovrappeso o da donne che pesano 40 kg.
Persone assolutamente ignoranti in materia di attività fisica che credono in qualche lezione di "difesa personale" per imparare a difendersi. Care donne, cosa credete di poter fare se vi aggredisce un pazzoide maniaco di 100 kg? Niente! O sarete troppo deboli, o sarete grasse e incapaci di fare qualsiasi cosa che possa essere lontanamente agile per sferrare attacchi decisivi. Non dovrei dirlo? E Perchè? Perchè prendervi in giro? Non devo vendere niente io, voglio solo aiutare, e sicuramente mentire e assecondare illusioni sciocche non è d'aiuto.
Se non siete sportive, se non siete atleticamente preparate, ma specialmente se non siete determinate ad inseguire un percorso di arti marziali serio, che vi formi nel tempo con costanza, impegno e passione, (dove solo qui si vedono i risultati concreti), non vi serve imparare la "difesa personale", dove farete cose che a fine lezione dimenticherete. Quando arriva il momento in cui siete in pericolo, la vostra concentrazione, i vostri sensi, le vostre percezioni crollano inevitabilmente. Avrete un totale blackout in cui solo la paura sarà protagonista.
Combattere implica una cosa essenziale, prendere le botte.
Se non sai incassare non sai darle, e non avrai il tempo di farlo, perchè al primo corpo brutale e violento che subirai entrerai in shock e la paura prenderà il sopravvento, facendo venire la bava all'avversario. Bisogna condizionare il corpo alla violenza, all'urto, alle cadute, alle botte. Bisogna condizionare la mente ad accogliere tutto questo come fosse una normalità. Abituarsi ad accogliere il caos dello scontro, e mantenere la concentrazione, focalizzandosi su un solo obbiettivo, senza cedere ai nervi e senza tremare, sfruttando l'adrenalina non subendola male. Questo richiede un lungo e duro addestramento, non un pacchetto di lezioni.
Sicuramente, fischietto di richiamo e spray al peperoncino sono utili, specialmente per chi è passivo e incapace di eseguire le prodezze fisiche che richiedono il saper combattere. Oppure praticare un'arte marziale da combattimento seria, con serietà e determinazione.

Parliamo di alcune cause del bullismo
Affrontare il bullismo oggi non è semplice. Viviamo in un’epoca in cui l’ignoranza e la delinquenza dilagano, specialmente in paesi inferiori e mal gestiti come l'Italia e ancor più specialmente il sud Italia, dove il crimine e l'inciviltà sono parte integrante e genetica della cultura locale. Ho viaggiato moltissimo, ho visto l'Europa, l'Asia, ho vissuto per anni sia al nord che al sud Italia, e sono arrivato alla conclusione che: L'unica cosa che divide la civiltà dalla giungla, sono le Alpi. L'italia la vedo come un bidone dei rifiuti, e più vai giù e più è depositato il lerciume disgustoso.
Io vivo a Catania, una merda di posto, ho vissuto nei suoi quartieri malfamati e so cosa dico, è una merda di posto, così come ogni luogo del sud Italia abbandonato a se stesso. Le brave persone se ne stanno stipate in angoli stretti, mentre la città non ha quartieri malfamati ma è composta per la maggior parte da quartieri malfamati. Nella mia vita ho traslogato 11 volte, 8 a Catania, e ovunque mi hanno rubato l'auto, lo scooter, o hanno fatto lo stesso ai vicini, per non parlare poi di testimonianze di risse, spaccio e disagi vari tipici delle zone degradanti e disgustose. Le armi sono come le caramelle, le trovi ovunque e nelle mani di chiunque, specie di menti non allenate al pensiero, prive di cognizione cerebrale. A Catania è facilissimo e "normale" vedere scene di gente, scusate merda, perchè non sono persone, sono merda, in scooter che brandiscono kalashnikov nelle corse dei cavalli clandestine per le strade.
Al sud la spazzatura peggiore, è l'italiano del sud. E poi c'è l'extra comunitario, un altro dei problemi che attualmente dilaga ovunque in Italia, e che crea disagi e pericolo. Si viene additato per qualsiasi problema. Giusto, sono d'accordo, sono effettivamente un problema.
Ma prima di condannare l'extra comunitario in toto, va detto che questa categoria già di suo viene da ambienti difficili, luoghi di grande degrado, inciviltà e spazzatura, e quindi è abituato a comportarsi come una bestia marcia senza intelletto e a sopravvivere facendo il delinquente e il parassita, perchè il paese da cui proviene è inferiore, e non ha altro da offrire, è un paese che per secoli, generazione dopo generazione, ha inciso geneticamente nella loro natura, un tale comportamento. Ecco non è che quì in Italia, e specialmente al sud Italia sia diverso. Fateci caso. L'italiano non è da meno.
E se l'extra comunitario va a vivere in una città civile, pulita, e specialmente dove le regole, la civiltà e la cultura sono salde, ferree, allora a quel punto o si adegua o va fuori dalle palle. Invece in Italia, per non parlare del sud Italia, un extracomunitario si ritrova "a casa", e a vivere in un porcile non diverso da quello che ha lasciato e dov'è cresciuto. Trovando la stessa tipologia di bestie decerebrate: incivili, analfabeti e delinquenti, che ovviamente non potranno mai stimolarlo a migliorare, ma piuttosto a continuare a fare l'animale insieme agli indigeni locali, il "problema extracomunitari" non farà che alimentare maggiormente degrado e merda analoga.
Tra lasciando il fatto che, la politica Italiana, corrotta e infima, ha reso il paese come Tortuga al tempo dei pirati, vendendosi per due spiccioli, facendo entrare chiunque per poi abbandonarlo senza dignità e senza lavoro per le strade, aumentando così la natura criminale ed incivile di quelli che le zecche rosse, chiamano "risorse", degradando così ogni angolo d'Italia rendendola un vero schifo da vivere.
Parte tutto dall'italiano medio quindi, medio... inferiore mi correggo. Un italiano che non da esempi di civiltà, si lamenta dello schifo che fanno gli extra comunitari, ma poi fa più schifo di loro. Lo vedo quotidianamente e specialmente al sud Italia ovviamente.
Ok si sa, l'Italia è una nazione di infimo livello fondata sulla mafia, fondata sulla corruzione, sull’ipocrisia politica e sociale, sulla raccomandazione senza merito. Si tratta di un paese alimentato da secoli di condizionamenti culturali, che ormai ha perso la propria identità e quindi appunto, è diventato come ho detto prima, Tortuga al tempo dei pirati. L’Italia, una nazione che ha fatto della codardia, dell'infamia e dell’opportunismo la propria firma nella storia. Basti ricordare i suoi tradimenti nella Prima e nella Seconda Guerra Mondiale: alleata con uno schieramento fino a quando era conveniente, pronta a voltare le spalle e cambiare bandiera non appena il vento soffiava contro. Un paese senza onore, che ha sempre scelto la via del parassita piuttosto che dell'onore e dell'indipendenza.
Una nazione gestita da mafiosi, che come una metastasi hanno invaso la politica e il mondo fino ad oltre l'oceano. Una nazione gestita da maniaci ignoranti, burocrati senza scrupoli e ipocriti travestiti da moralisti, che creano leggi a misura della loro stessa sporcizia.
Non ci sono leggi sensate italiane, e delinquenti o extracomunitari criminali, dilagano liberamente perchè non hanno paura. Il cittadino onesto e civile non è tutelato, ma è una vittima del sistema che difende i delinquenti, e se un cittadino onesto prova a difendersi dalle malefatte dei criminali, è lui, che subisce il male, a pagarne le conseguenze. Come può andare avanti un paese così merdoso?
In un simile contesto, la giustizia non è uno strumento di equità, ma una farsa corrotta, scritta per chi detiene il potere.
Poi si lamentano che i giovani con un briciolo di cervello vanno via. Ovvio.
Onore? Merito? Rispetto? Concetti inesistenti in un paese in cui la mediocrità viene premiata e l’eccellenza ostacolata.
Giustizia? Una buffonata in Italia, visto che il crimine e la delinquenza non hanno nulla da temere, e il cittadino che si difende è lasciato a se stesso, e se prova a difendersi viene punito. Provate ad evadere due euro dalle tasse, lo stato vi perseguiterà, vi umilierà e vi metterà in galera, per quei due euro, mentre i politici mangiano come maiali a sbafo con i soldi guadagnati dalla loro corruzione e dalle vostre fatiche. Ma se invece degli zingari di merda entrano in casa vostra, sudata e pagata con sacrifici, e la occupano illegalmente. Provate a buttarli fuori, no, lo stato non vi aiuterà, lo stato difenderà loro, la feccia, non voi, voi dovete pagare le tasse e ingozzare i maiali incravattati al senato, e subire tutto, impotenti. L'Italia non aiuta, non previene, ma punisce e basta, e punisce solo gli innocenti. Bella l'Italia eh?
Chi governa ignora il popolo e ha interesse a mantenere l’analfabetismo e l’ignoranza ai massimi livelli. Perché? Perché un popolo di capre come gli italiani è più facile da dominare. È più semplice controllare chi non sa leggere, chi non sa pensare, chi si nutre del nulla propinato da una società ormai lobotomizzata dai social e dal trash mediatico. Il risultato? Un circolo vizioso di degrado in cui chi si ribella è visto come un pazzo o un nemico. Ma la verità è evidente per chi ha occhi per vedere: l’Italiano non è vittima, è complice della sua stessa rovina.
Il sud, in particolare, è un perfetto esempio di questo disastro. Terre straordinarie, ricche di storia e di potenziale, ridotte a discariche a cielo aperto da coloro che le abitano e le gestiscono. Non serve cercare colpevoli altrove: il nemico è interno. È nell’indifferenza, nella mentalità mafiosa che giustifica ogni sopruso, nella mancanza totale di dignità nel difendere il proprio territorio da ignoranti senza badare ai suoi problemi. E chi nega questa realtà o ne fa parte… beh, dovrebbe solo vergognarsi.
L’Italia è un paese splendido, ma nelle mani sbagliate è condannato a rimanere senza speranza purtroppo.
Attualmente io vivo in un luogo letteralmente privo di regole sociali e civili come tutte le città del sud.
Degrado urbano e civico, mafia, analfabetismo, interi quartieri brulicanti di criminalità e microcriminalità.
Come ho detto prima, ogni grande città ha i suoi due o tre quartiere malfamati, ma le piccole città del sud Italia ormai non hanno più quartieri malfamati, sono composte letteralmente dai quartieri malfamati, in pratica tutto territorio è composto feccia incivile e prepotente.
E non facciamo gli stupidi ipocriti che non lo vedono perchè è così, chi ci vive lo sa, ciò che è stato scritto fino ad ora è tutto palesemente alla luce del sole, reale, tangibile ed indiscutibile.

È vero ma non si dice? No! È vero e si dice, si deve dire e come, perchè fare le capre che ignorano questa realtà significa accettarlo passivamente ed essere complici, senza il diritto allora di lamentarsi.
Sono migliaia le famiglie disastrate che infestano questi quartieri, dove la droga viene spacciata indisturbata tra adulti e minorenni, dove armi di piccolo e grosso calibro circolano nelle mani di chiunque. La loro “cultura” si basa su solide fondamenta di volgarità, inciviltà, prepotenza, e alla costante ricerca di fregare il prossimo. Per queste comunità di quartiere, il carcere è diventato una tappa obbligatoria della vita, è un po' la loro università, un titolo da sfoggiare come se fosse un trofeo da mostrare con orgoglio. E con un orgoglio ancora più disgustoso, si aggirano nell’ignoranza e nell’analfabetismo più totale, infettando la città con la loro immorale presenza. Non ho pietà o pena per loro perchè sono consci della loro condizione e deliberatamente contenti di essa.
Nella loro mentalità primitiva, perfino parlare correttamente l'italiano, che dovrebbe essere la loro lingua, diventa un'offesa.
Si arrabbiano, si scagliano contro chiunque provi a parlar loro in italiano corretto e civile, diventando violenti senza alcuna giustificazione. Vivono in un mondo tutto loro, una realtà fatta di immoralità e degrado assoluto, incapaci di percepire il marciume sociale che incarnano. Senza lavoro, senza regole, senza alcun senso di moralità, partoriscono figli in età minorile, a cucciolate come se fossero cani, senza pensare al futuro di quei bambini, destinati a crescere nell'indigenza più totale. E ovviamente, questi figli, messi al mondo senza senso né futuro, si ritrovano a vivere per le strade, replicando le squallide gesta dei loro genitori. Ecco come perpetua la generazione di delinquenti, incivili e miserabili, destinata a crescere ancora più disadattata di quella che li ha preceduti. La crescita delle baby gang e dei piccoli delinquenti, soprattutto nel sud Italia, è un fenomeno che non può essere ignorato. E con l'avvento dei maranza, e di stranieri uguali a loro, se guardiamo al futuro, con queste "nuove generazioni" ci sarà da aver paura di girare per le strade a qualsiasi ora.
Possiamo dire con certezza che il futuro non si prospetta affatto radioso: niente cultura, niente dignità, niente intelligenza, niente civiltà.

Io sono nato a Catania e ho frequentato la gente bene e specialmente la feccia perchè la maggior parte dei quartieri dove ho vissuto era infestata da questo genere di esseri. Quindi conosco fin troppo bene la realtà che vi ho descritto, la realtà del sud Italia.
Parlo con cognizione di causa, basandomi su ciò che ho visto e vissuto sulla mia stessa pelle. Cresciuto tra i teppisti e nei quartieri malfamati, ho imparato a distinguere la brava gente dalle bestie marce, e più ho osservato, e più mi è sempre stato chiaro che le cose in questo paese non miglioreranno mai. Al contrario, continueranno a peggiorare, perché l’italiano medio che governa oggi, permette che persone come queste aumentino di anno in anno. La feccia umana invade le strade delle città, specialmente quelle mediocri, costringendo la brava gente a ritirarsi in spazi sempre più angusti, vivendo con la costante paura di essere aggrediti e l’inquietudine di dover convivere con città sporche, insicure, invivibili.
Essere una persona civile, istruita e rispettabile, in Italia (soprattutto al sud), è diventato un atto di coraggio, ed è davvero arduo.
E la cosa più importante che si deve avere è tanta, infinita pazienza. Io sono cresciuto circondato da questi scarti della genetica, ma non sono mai stato uno di loro. Sono un uomo che crede e vive nella giustizia, nella cultura, nell'intelletto, nella civiltà e nel rispetto.
Potete quindi immaginare quanto sia per me un disagio vivere in mezzo a questi avanzi di materia, e non poter fare niente perchè è una causa persa.
Come dici? Un maestro non dovrebbe parlare così? Perché? Perché dovrei fare il buonista ipocrita? Io non sono un monaco zen, o un ipocrita buonista che fa finta di niente. Io sono un maestro votato alla legge e al rispetto di coloro che valgono. Il mio compito è insegnare la verità, la giustizia, e la dignità. Concetti immondizia come politically correct e woke non li concepisco. Le cose si devono dire come stanno, e si deve combattere per ciò in cui si crede. Io insegno a combattere per ciò in cui si crede, ad avere coraggio, a essere risoluti.
Sono un maestro di guerra, conosco bene la cattiveria, e so che il male non si sconfigge con i bacini.
Contro ciò che è sbagliato e immorale, bisogna lottare, senza paura. La parola e il libero pensiero, non devono emai essere censurati.
Io condanno il male con la stessa energia con cui elogio il bene.

Non Ispirare il Bullo
Il programma Anti-Bullismo Yuki no Senshi si articola in due sezioni fondamentali: la psicologica, la più importante, e quella fisica, dove si impara a difendersi senza paura, ma soprattutto con controllo, senza causare danni irreversibili che possano rovinarci la vita.
Parlando di bullismo, la prima cosa da fare è evitare di ispirare i bulli, quindi mi esprimerò come un bullo.
Sì, hai letto bene, perchè bisogna guardare le cose da più prospettive per capirle. Io sono cresciuto in un ambiente estremamente duro, fatto di violenza fisica e psicologica, una cattiveria gratuita che divorava i deboli e gli smidollati. Sono cresciuto in strada purtroppo e menomale, e rissa dopo rissa ho imparato a gestire me stesso e i cattivi. Infatti non sono mai stato uno di loro, io ero il bullo dei bulli. E quando ho incontrato il mio Sensei, ho scoperto un insegnamento che non ha prezzo. La responsabilità delle proprie potenzialità e la coscienza di quanto è pericolosa la perdita di controllo. Anche lui non era certo "leggero" con me. È stato un padre, un mentore, ma molto, molto severo nel mio addestramento, la violenza e la vita dura non mi hanno mai abbandinato. Crescendo, ho imparato a non tollerare e a non rispettare due cose: ogni forma di debolezza umana e l'ignoranza. Due cose che non sono innate, ma che si scelgono. Se scegli di essere debole o ignorante, rifiutando un aiuto che ti permetterebbe di crescere e migliorare, riscoprendo la forza della cultura e della forza di spirito, non mi fai pena. Mi fai schifo.
Viviamo un era in cui uno psicologo che intraprende questa carriera, oggi si fa ricco, perchè basta dire al proprio figlio "questo non si fa" e questo smidollato si butta in depressione cone una facilità imbarazzante. Insegno dal 2011 e in questi lunghi anni ho incontrato centinaia di casi umani che sono il terreno perfetto per ispirare un bullo a metterli sotto torchio. Ho provato a rinvigorirli con la fiducia in se stessi ma spesso ho fallito perchè erano cause perse. Giovani senza identità, o peggio hippy aggrappati a ideologie ridicole. L'era in cui viviamo è ridicola, la nuova generazione è un ammaso di smidollati che si crogiolano nella depressione sterile di un mondo difficile, usandola come scusa per svaccarsi e lagnarsi senza fare niente della loro vita. Un patetico masochismo travestito da sensibilità. È il vittimismo di chi non vuole affrontare la vita e crescere con le proprie forze, allevato sotto una campana di vetro da inadeguati genitori moralmente deboli, convinti di proteggerli. Quante lagne, quante giustificazioni miserabili.
A un’età in cui dovrebbero avere il mondo in pugno, non sanno nemmeno badare a sé stessi.
Vagano senza scopo, senza obiettivo, cercando sempre qualcuno che li imbocchi come pulcini pigolanti privi di capacità di sopravvivenza e indipendenza. Non sanno cosa sia il rispetto, né come si stia in società. Parlano in modo volgare e ignorante, si rivolgono agli adulti con arroganza dando del tu a chiunque, e fanno i gradassi quando in realtà sono mezze seghe senza valore perché non hanno uno scopo o un obbiettivo vivendo ancora sotto le ascelle di mammina e papino.
Io ho un disprezzo per questo schifoso sistema chiamato oggi politically correct o woke,. Mode che uccidono la coerenza storica e culturale, e la nausea rivoltante che ho nell’osservare il mondo che accontenta tutti per non urtare i loro sentimenti per compiacerli sempre anche la dove la storia dice che le cose sono andate in un certo modo, è normale per uno come me che è cresciuto nella realtà e non nelle favole.
La vita è dura, spietata, ci vogliono le palle per affrontarla, ci vuole coraggio, audacia, risolutezza per viverla con dignità.
Io sono fatto così. Se sbagli te lo dico, se fai schifo te lo dico, se sei una rivoltante palla di grasso te lo dico, se sei secco come un chiodo arruginito e non riesci nemmeno a tenere in mano un bicchiere d’acqua te lo dico, se sei ignorante come una capra lobotomizzata te lo dico, e se in questa vita non combini niente di buono, quindi se esisti o muori non cambia nulla al mondo tanto sei inutile, te lo dico, e ti dirò tutto questo nel modo più spietato possibile, non perchè ti odio, ma perchè voglio che tu odi quello che ti ho detto e ne trai forza facendomi vedere che mi sbaglio, risolvendo tutto ciò che ti è stato detto per la tua dignità, imparando così ad aiutare gli altri a migliorarsi con forza di spirito.
Oggi invece non sanno quale sia il loro posto. Stronzate come "non essere binario" sono solo una scusa per dire che non hai identità, che non sai chi sei, che non hai idea di cosa vuoi dalla vita. E una persona senza identità non ha valore. Questi giovani, privi di uno scopo, che non riescono a stabilire una posizione sociale, restano frustrati e depressi ancora prima di iniziare a capire cosa sia veramente la vita lontani da mammina e papino. Sono talmente disturbati emotivamente che non sanno nemmeno come relazionarsi in modo sano con gli altri, si comportano come degli imbecilli in ogni occasione sociale. Ho conosciuto un'infinità di smidollati e rammolliti che sono costantemente insoddisfatti della vita, saltando da una scelta all'altra perché non hanno la minima idea di cosa fare della loro esistenza. Non vogliono studiare, non vogliono costruirsi una posizione dignitosa nella società, fluttuano senza meta, mantenuti da genitori incapaci di insegnare loro come vivere e come sviluppare una vera identità. Questi giovani passano la loro vita a lamentarsi come delle mammolette senza attributi. Senza risolutezza, senza sicurezza in se stessi, senza ambizioni di crescita e miglioramento, è ovvio che diventino facili vittime dell'altro lato: il dannato troglodita selvaggio ed ignorante, di bassa estrazione sociale, cresciuto nei ghetti, che usa solo la sua forza bruta per sentirsi importante.
L’auto perfezionamento, il miglioramento di noi stessi, lo troveremo cercandolo, e lo cercheremo grazie alla realtà che ci viene sbattuta in faccia con sincera e libera onestà, per come si presenta davvero, è questo che stimolerà in noi la forza di ribaltare la nostra vita mostrando al mondo chi siamo. Abbiamo fatto mille passi avanti nell’evoluzione e duemila passi indietro a livello sociale, strutturando una società superficiale, ignorante, mediocre ed egocentrica che vieta di dire certe cose ma consente quelle più assurde e ridicole.

Gestire il Bullismo
Insomma psicologicamente affrontare il bullismo è parecchio complicato perchè la colpa non è solo del bullo ma anche del bullizzato.
Occorre un equilibrio sociale. Hanno bisogno entrambi di una lezione e capire tante cose di se stessi per migliorare. Bisogna approfondire bene molti aspetti, su parecchie appendici comportamentali che appartengono ad entrambe le fazioni, bullizzato e bullo, perchè hanno entrambi torto e bisogna capire come indirizzarli. Ricordatevi che se al predatore viene fame è perchè sente odore di cibo ...
Il bullo va indirizzato alla disciplina, al controllo, alla razionalità e istruito, amrato di cultura svilupperà una passione verso cose sane, e magari indirizzato verso attività sociali e lavorative dignitose potrà perfino diventare un esempio di rettitudine.
E così anche il bullizzato deve essere indirizzato verso il coraggio, la risolutezza. Deve essere fiero, forte e dignitoso.
Ci sono tre regole fondamentali che distinguono una persona saggia, da un teppista balordo:
Ragiona - Anche se siamo in grado di difenderci, non dobbiamo dimenticare che siamo i buoni, persone per bene, e dobbiamo provare a mantenere la società civile prima con il dialogo. Pertanto ciò che ci distingue da un volgare bullo o peggio un delinquente è la razionalità e l'intelletto. Quindi è bene cercare sempre di evitare ogni contrasto provando a ragionare verbalmente usando la strategia.
Evita, vattene - Allontanarsi se la causa è persa e cercare fino alla fine di evitare una volgare rissa è ciò che ci rende persone civili, non è un atto di codardia. Pertanto, se si presentasse l'occasione sgradevole in cui è palesemente inutile provare a ragionare verbalmente con un balordo, allontanarsi e andare via, ignorare e cercare di evitare qualunque contrasto con lo sbruffone è un bene. Come ho detto prima, non vale la pena sporcarsi le mani per un insignificante bullo/delinquente e quindi allontanarsi non è essere codardi, ma intelligenti e superiori.
Combatti - Ovviamente, la dignità è sempre al primo posto. Subire ingiusti, insensati soprusi e atti di violenza gratuita è sbagliato e non è giusto lasciare i prepotenti molesti impuniti. Per cui, se dopo aver tentato di eseguire le due regole morali precedenti senza successo ci ritroviamo "con le spalle al muro" o peggio con le mani addosso, è lecito passare all'azione. E quando si fa, si fal al 100% della potenza, riversando sul nemico tutta la nostra abilità di combattimento, seguendo un unica regola fondamentale; Controllo. Mai Uccidere.
Difendersi da un'aggressione senza controllo può portare a compiere involontariamente, in preda all'ira o alla paura, una potenziale, fatale, sciocchezza e far diventare una volgare rissa una orribile disgrazia sporcandosi le mani e rovinandosi per sempre la vita per colpa di una persona mentalmente squilibrata e socialmente inutile. Dare un violento colpo sbagliato e uccidere l'aggressore è questione di un momento, e la propria vita è finita nel gabinetto per un mucchio di feccia, per sempre.
Per questo l'allievo/a verrà sottoposto/a ad un addestramento speciale in cui gli verranno insegnate le tecniche giuste e i punti giusti da colpire per neutralizzare e immobilizzare l'avversario senza ripercussioni gravi o peggio, funeste. Oltre ad un rigido addestramento al condizionamento fisico e mentale. Perchè altra cosa fondamentale di un combattente, è saper incassare. Se non sai prenderle non puoi darle. Bisogna farsi male, provare il dolore e la cattiveria addosso restando attivi mentalmente, per non avere paura, non perdere il controllo, e resistere costruendo continuamente una strategia.

Donne a Difesa
Inutile dire che picchiare una donna è uno degli atti più vigliacchi che un uomo senza attributi possa compiere. Vi sono varie teorie psicologiche legate a diversi fattori primari che spiegano i problemi mentali che hanno gli uomini che picchiano le donne.
Tuttavia nessuno di questi li giustifica.
Tornando al discorso della difesa personale di cui ho parlato all'inizio dell'articolo, inutile dire che non esiste un programma di difesa personale rivolto alle donne nella mia scuola. Io addestro le donne nella mia disciplina, punto. E ciò che va apreso è:
- Psicologia: dove verranno affrontati argomenti in cui saranno affrontate e comprese le debolezze e le paure dell'allieva.
- Addestramento Fisico: Dove le guerriere verranno addestrate fisicamente, per far si che abbiano coscienza delle loro capacità e delle debolezze da affrontare, indotte a reagire scoprendo fiducia in se stesse e il coraggio. E ovviamente, oltre al lavoro ginnico le verranno insegnate le giuste tecniche di attacco e difesa al fine di diventare da sole in grado di difendersi senza paura.
Le donne hanno la capacità di donare la vita e hanno la forza e la pazienza di sopportare più di quanto un uomo possa fare, sia mentalmente che fisicamente. Non dimenticate quindi che se siete in grado di compiere tutto questo, anche imparare una disciplina e diventare guerriere può essere alla vostra portata. Con la giusta guida sarete in grado anche di combattere senza problemi contro più di un uomo credetemi.
Il Primo Passo Spetta Solo a Noi
Purtroppo, se oggi siamo costretti a convivere con bulli, criminali e delinquenti, la responsabilità è totalmente a carico di due categorie: genitori e sistema politico-sociale.
I primi, questi genitori contemporanei, sono troppo spesso individui senza spina dorsale, molli, smidollati, che difendono i propri figli anche quando si comportano come veri e propri mostri sociali. Li coccolano, li giustificano, li assolvono, anche di fronte all’evidenza della loro immoralità, della loro violenza, del loro totale disinteresse per la collettività e nel contrinuire a migliorare la società in cui vivono
E così, invece di educarli, gli insegnano che tutto è lecito, che non c’è nulla da correggere, che non sbagliano mai.
Gli imprimono nella mente che sono perfetti così come sono, che tutto gli è dovuto, senza fatica, senza responsabilità, senza sacrificio.
E questo è l’annientamento del valore della disciplina e del merito. E infatti che figli hanno? Rammolliti buoni a nulla, senza identità non sanno cosa sono e a cosa servono in vita. Ma hanno mammina e papino e tutto va bene. Oppure se lo stato sociale è basso, che figli hanno? Delinquenti, incivili teppistelli diretti verso una strada di crimine e inciviltà.
E poi c’è lo Stato, questo teatrino grottesc e ridicolo in cui la legge è diventata una buffonata.
L’essere umano, nella sua essenza più cruda, è una creatura caotica, incoerente, autodistruttiva. Come un bambino analfabeta con in mano una pistola. Pericoloso per sé stesso e per chiunque lo circondi. Nei tempi di pace, abbiamo riempito quel “bambino” che è l'umanità, di cultura, attenzioni, diritti, coccole … ma il risultato? Cos'è cambiato? Nessun cambiamento sostanziale.
Perché il problema non è l’ignoranza. È la natura gentica. Una natura istintiva, primordiale, indistruttibile.
Lasciato libero, l’essere umano non costruisce una società migliore: la trasforma in una giungla degenerata, fatta di ingiustizie, sopraffazioni e squilibri. Crimine e disagio dilagano incontrastati. Ecco perché oggi più che mai serve il controllo. Ma non un controllo a parole, non le moine politicamente corrette dei debosciati in giacca e cravatta. Serve il bastone. Regole di ferro, non piroette ideologiche dettate da checche smidollate. Occorrono regole dettate da qualcosa di necessario, di inevitabile per mantenere ordine e controllo, qualcosa che oggi manca. La paura di un manganello che non perdona. È la paura – quella vera – l’unica forza che riesce a contenere il male. La paura della punizione certa per un’infrazione, brutale, inesorabile.
Chi oggi delinque, chi vandalizza, chi stupra e semina degrado, lo fa perché non teme nulla. Perchè non ha paura.
Perché sa che non la pagherà. Oggi la gentaglia non ha un solo motivo per temere lo stato o la giustizia.
Tossici, alcolizzati, violenti e ogni altra forma di parassita sociale – le cosiddette “risorse” come le chiamano certe teste di me*da in rosso – prosperano proprio perché nessuno li mette più davanti alla paura di una punizione esemplare davanti al reato.
E finché non ci sarà qualcosa che li freni, l’umanità continuerà a scivolare nel suo baratro oscuro.
«Fascista!», penserà la solita capra ruminante di turno, incapace di distinguere tra ordine e ideologia.
Attualmente, l'era politica in cui viviamo è imbarazzante. Per fortuna è morto il fascismo, ma esiste qualcosa di ancor peggiore, molto, ma molto peggiore, il "Fascismo Rosso". Le persone non comprendono che fascismo e comunismo sono le ali dello stesso uccello estremista di merda. Ma vaglielo a spiegare a questi buffoni di sinistra. Facile fare il comunista in un paese non comunista dove puoi esprimere quello che vuoi. L'attuale sinistra italiana oggi è tra le cose più malsane, ridicole e terrificanti che abbia mai infestato la politica del dopo guerra.
I rappresentanti di questa sinistra di oggi sono analfabeti in modo sconcertante. Si tratta ovviamente di persone nate ricche, ipocriti benestanti, borghesi ignoranti che vorrebbero sembrare poveri per mostrarsi intelligenti e vicini al popolo, totalmente estranei alle difficoltà dei ghetti di periferia, non hanno la minima idea di cosa accade nel degrado urbano e sociale, e hanno l'arroganza di difendere le famose e preziose "risorse" e mettere bocca senza sapere in che condizioni vengono abbandonati, e in cui vivono, gli extracomunitari.
Ai sinistri non glie ne frega assolutamente un cazzo della Palestina o del Venezuela, non sanno neanche dove trovarle sulla cartina questi emeriti idioti, e invece di manifestare per il benessere del loro paese che va a rotoli, piuttosto sfruttano la moda del momento, che prima di questi paesi era l'Ucraina ad esempio, già dimenticata, passata di moda, quando in realtà ancora soffre la guerra, ma la bandiera non si vede più. I sinistri sono per la maggior parte anarchici tossici svaccati nei centri sociali, che amano ingaggiare manifestazioni come scusa per attaccare la polizia, e creare disordini, vandalismo e disagio al loro paese e al popolo, i loro fratelli. Una manifestazione fatta in nome della democrazia, dovrebbe essere intelligente, pacifica e civile, ma questo bestiame di zecche rosse fa tutto l'opposto, ogni scusa è buona per creare solo disordini, vandalismo, e violenza, distruggendo proprietà pubbliche, mettendo in pericolo gli altri.
E se ovviamente le forze dell'ordine che si trovano davanti a questi scarti della genetica umana, per cercare di sedare questi atti di violenza e vandalismo sociale, vengono aggrediti e devono giustamente difendersi, no, non si può fare, guai, sono fascisti che picchiano il povero popolo.
Io viaggio molto, specialmente all'estero, ho vssuto anni al nord e al sud Italia, ho amici in ogni parte del mondo, e amo le loro culture, le loro tradizioni, le loro diversità indiscriminatamente. L'identità nazionale non è fascismo come dicono i ritardati è quello che rende il mondo una sfumatura di colori, ogni paese ha la sua peculiare meraviglia da offrire. Mischiare tutto nell'anarchia è uccidere tutto questo.
Ho amici e amiche omosessuali che rispetto e ammiro profondamente, perché il valore di una persona non si misura dal sesso, ma dalla persona, ciò che fa, e ciò che rappresenta nel mondo. Ci sono paesi con telecamere messe ovunque, e io sono d'accordo. Mi fa sentire sicuro, non volerle è avere malizia quando si esce per le strade. In alcuni paesi le punizioni sono esemplari per chi infrange la legge, e sono d'accordo, perchè credo nella giustizia severa come fondamento di una società sana. Chiamarmi "fascista" per le mie espressioni quindi non è solo sbagliato: è un atto di ignoranza colossale oltre che un appoggio al male che viviamo quotidianamente. È l’ennesima scusa di chi vuole continuare a vivere in una palude immorale, protetto da un’ipocrisia legalizzata.
Chi si oppone a questi pensieri, al bisogno urgente di controllo, di responsabilità, di rigore, o è in malafede, o è parte del problema.
E in entrambi i casi, va fermato, altrimenti le cose non cambieranno mai.
Sensei Giuseppe Simone Scolaro
ジュセッペ シモネ スコラロ