Le Arti Marziali e il Business


Ecco dove siamo giunti, al secolo dei pagliacci. Credete che un Kekogi Adidas dia una dignità a quella veste? Credete che sia tradizionale avere Coca-Cola su una divisa che rappresenta onore e disciplina? No. E le cinture? La cintura colorata ha già in se poca importanza secondo me, ma l’idea di utilizzarla per tenere a mente il livello raggiunto è abbastanza accettabile. Adesso invece non si capisce più nulla, colori, bicolori, non sanno più cosa inventare, e tutto ciò per fare scena, per dare vita ad uno squallido spettacolo atto ad un solo scopo, il business! La cultura delle arti marziali come tantissime altre culture antiche è finita pestata sotto le scarpe dell'occidente, che fa di ogni cosa un circo da business! Certo non condanno tutti, per fortuna esistono ancora organizzazioni che portano avanti in maniera tradizionale e corretta quella che è la tradizione, la trasmissione di una antica scienza motoria, di una antica scienza strategica da battaglia a mani nude e armati, e quella che è la trasmissione della saggezza e forza spirituale.

Ma purtroppo tante, tantissime altre organizzazioni, specialmente in occidente (quasi tutte ormai), sono si vendute al business, più interessate a mettere su uno spettacolo col solo scopo di guadagnare denaro. Quando guardo certe locandine e leggo, “gran galà di arti marziali” , “grande spettacolo di arti marziali” ecc. ecc. mi sento pervaso da una sensazione di sgradevolezza. Perché? perché le arti marziali non sono un galà, uno spettacolo da circo, una moda, come ormai fanno credere film, palestre e fanatici malriposti. Le arti marziali sono una via per l’equilibrio in vita, una disciplina per se stessi e la propria esistenza, una strada che porta a capire cos’è davvero in grado di fare il proprio corpo e la propria mente, mettendo continuamente noi stessi nella condizione di imparare e scoprire sempre nuove sensazioni e nuove strade verso il controllo e la comprensione di ciò che abbiamo intorno a noi. Questo mi è stato insegnato, forse sarò pignolo ma il mio è solo un pensiero personale, che esprimo osservando quello che vedo intorno a me, e riflettendo su ciò che invece mi è stato insegnato.

Oggi quando si fanno arti marziali, la prima cosa che viene chiesta ad un praticante è: "Fammi vedere una mossa! " - "Che cintura sei?" e altre balordaggini legate ad un fattore legato allo spettacolo da baraccone e all'ego.
Oggi giorno ci si sofferma sullo spettacolo, sull’apparenza, sui titoli, sugli scudetti e sui trofei. La competizione è giusta per mettere alla prova se stessi ed è un ottimo stimolo per chi fa uno sport e chi fa arti marziali. Ho diviso le parole sport e arti marziali di proposito, perché le arti marziali non sono uno sport, ma molto di più.

Tornando alla competizione, è giusto premiare vincitori e creare situazioni in cui mettere alla prova se stessi perché ciò rende stimolante aumentare le proprie capacità. Ma chi è davvero un campione? Chi vince un torneo mondiale o europeo? Come? Ti ho toccato sullo stomaco 10 punti, ti ho dato un calcio sulla spalla 7 punti ti ho atterrato 20 punti? Comodamente su un tatami in uno scontro che dura massimo 5 o 10 minuti bardati di protezioni? No! Questi non sono campioni!
Sono solo vincitori di gare sportive ben congeniate a fare business e spettacolo, e convincere gli atleti a credersi chi sa che.
Nella realtà questi poveri atleti, illusi dal sistema sbagliato delle arti marziali moderne, se si trovassero senza protezioni, in una situazione in cui la paura diventa la sensazione più forte perché si rischia davvero di farsi male, davanti un nemico che vuole farli a pezzi o peggio ucciderli, dove non ci sono regole, solo il crudo combattimento, questi individui non riuscirebbero neanche a muoversi, ne a percepire ciò che sta accadendo intorno a loro, perché non sono stati addestrati al vero combattimento, ma ad una coreografia schematica.
Saranno pure bravi a saltare, a dondolare e a muoversi come un maestro di arti marziali. Ma sono solo, e ripeto, solo spettacolo! Pochissimi praticanti e maestri di queste arti marziali moderne, sono in grado di agire bene in uno scontro reale.

Sensei Scolaro Giuseppe.