IL MAESTRO FONDATORE 宗家先生 - SCOLARO GIUSEPPE SIMONE


Non mi sono mai allenato con gli occidentali. Dal 1999 quando iniziai questo cammino, al 2009, sono stato sempre e solo, sotto l'addestramento amorevole e meticoloso di Sensei S.K, (1954 -2010 Kushiro, Hokkaido), un maestro, un esempio, un padre. Solo dopo la sua prematura morte, alla successione ufficiale dei segretissimi Denshō di famiglia, e del titolo di 15° Sōke del clan Yuki no Senshi, Kōka-ryū, Ninpō Zasshu-ryū, primo bianco nel suo nome, ho iniziato ad aprirmi al mondo, chiedendo il permesso di aprire una scuola, la prima scuola di questo stile, tramandato in silenzio, solo di famiglia in famiglia per secoli.

(Grande Parentesi: Uno dei modi per riconoscere i maestri fake, oltre la loro inettitudine nella pratica originale, e nel conoscere i nomi, i principi ed i segreti più intimi del retaggio, è l'assenza di documentazioni che attestano il loro legame con retaggi giapponesi e cinesi. Tenete conto che molti maestri fake si nascondono dietro un fantomatico maestro Invisibile che solo lui ha visto, segreto e irrivelabile per qualche assurda ragione, del quale stranamente non esiste neanche una fotografia. In tutto questo, la mia storia trova una grossa difficoltà ... non è stato facile per me, farmi strada in un era dove questi fake, potrebbero benissimo rendermi agli occhi degli altri come loro, con le loro assurde storie simili alla mia.
In un era dove tra l'altro tutto è spiattellato, e tutti sbandierano i fatti loro e i loro segreti in rete, sui social, su wikipedia, e ovunque riescono, come disperati che cercano di dimostrare ad un mondo di estranei chi sono. In un mondo così, è difficile credere che ci sia ancora chi non è così, che esiste qualcuno a cui non importa niente di niente, di tutto questo sbandieramento, o di essere orgoglioso dei propri titoli sbandierandoli in giro. Specialmente quando faccio parte di una storia facilmente usata dai fake perchè potrebbe essere benissimo legata a film di fantasia. Oggi sono talmente tutti attaccati alla visibilità, e ai titoli, che avere tale vanto nell'esibire chi sono e cosa hanno fatto per ottenerlo è normale, mentre è assurdo e inaccettabile, accettare che esista qualcuno a cui non importa essere orgoglioso dei propri titoli, della propria immagine, e pavoneggiarsi in pubblico.
Io sono cresciuto con questi principi, con chi mantiene segreti, con chi ci è riuscito per secoli di trasmissioni da famiglia in famiglia, quasi in modo morboso, ossessionato, paranoico, al punto da usare svariati trucchi e facciate fittizie, ed imparare la teatralità, la recitazione, l'inganno, pur di tenere lontano dalla verità, l'attenzione di un pubblico inutile, avido di informazioni, che spiattellerebbe tutto su internet, sminuendo, ridicolizzando e distruggendo un retaggio, cosa che a tante discipline è successo oggi siamo realisti. Iniziando ad aprirmi al pubblico e a frequentare "Dojo" e """maestri""" occidentali ho visto cose oscene e imbarazzanti.
Mi è sufficiente dunque, avere solo due fotografie del mio Sensei, e la testimonianza dei miei parenti, che hanno avuto l'onore di conoscere Sensei S.K. . E mio padre, che non smetterò mai di ringraziare per avermelo presentato. Mi è sufficiente questo mio piccolo spazio, la mia scuola privata, con pochi allievi scelti e ben selezionati, per portare avanti il retaggio che tanto rispetto e che sono grato di aver ricevuto, non mi importa nulla di fama, galà e titoli da mostrare. I fake sono commerciali, fanno tutto in funzione di guadagnare sull'ignoranza. Io Se sbuco una volta l'anno in qualche manifestazione per farmi un po' di pubblicità e raccogliere/salvare un pugno di scapestrati è già tantissimo.
Come so muovermi così? Come faccio a fare di qualsiasi arma un mio arto aggiuntivo? Come so i segreti del Ninpō, della meditazione, dello spirito, della strategia, della cultura giapponese e dei principi tecnici e medici che conoscono i maestri Giapponesi e Cinesi? Perchè sono stato addestrato da uno di loro. Se una mattina mi svegliavo ed ero così, lo avrei sbandierato ultra fiero ed orgoglioso di me e di cosa ero riuscito ad inventare, non mi occorreva mica fare tanta fatica ad inventare una storia strampalata. Quante probabilità che ci siano ragazzini fortunati come me che incontrano un giapponese o cinese, e gli succeda quello che è successo a me? Una su un milione. E con questo ho detto tutto. La famiglia del mio adorato Sensei, che nomino in sigla S.K, perchè ho promesso di non sbandierare informazioni su di loro è dedita al segreto. E così, sono stato cresciuto io. Ma una volta aperta la scuola, e purtroppo, e ripeto ancora, purtroppo, diventando il mio lavoro. Negli ultimi sette anni, ho dovuto aprirmi in rete anche io.
Confrontandomi con un pubblico che associa la mia storia a quella di un film, della cui opinione, non mi importa e mai mi importerà mai niente.
Ma mi apro con dignità, ciò che si vedrà in rete, e nelle manifestazioni, è corretto dirvi che sono solo sciocchezze, e solo ed esclusivamente, banali dimostrazioni di abilità per incuriosire il pubblico, e magari portarlo a chiederci chi siamo. E pochissimi tra loro, lo scopriranno.)

Era il 2011 quando cominciati ad insegnare a Torino. Troppo giovane, troppo svogliato, senza fidarmi di nessuno, non sapevo cosa far vedere, e quanto far vedere, così sperimentavo ... giocando psicologicamente con chi mi stava intorno. Ancora troppo addolorato per la morte del mio Sensei, rifiutavo il mio titolo e il mio onere, non c'era verso che lo accettassi. Sempre allievo, mai maestro, così mi sentivo. Non mi fidavo di nessuno, e più vedevo il mondo delle arti marziali fuori dall'ala del mio maestro, più mi ritraevo dentro un guscio di sfiducia o addirittura disprezzo qualche volta. Continuando a sentirmi allievo e mai maestro, ho continuato, per lui, e per ciò che mi è stato dato, ma senza mai dimenticare, che il mio maestro era uno, ed uno solamente, e lo sarebbe stato sempre.

Chi sono io? Nessuno, non ho mai amato la popolarità. Mi piace essere amato solo da chi mi conosce. Ho aperto un Dōjō a Catania nel 2015, una scuola privata e a numero chiuso, niente minorenni, non è un posto per bambini. E solo a pochi scelti permetto di praticare con me. Perchè? Perchè non voglio quantità, non devo mangiare soldi a nessuno. Voglio qualità, chiedo poco, prendo pochi, do tantissimo. Non devo competere con nessuno, e nessuno mi fa concorrenza, come io non ne faccio ad altri, questa roba non mi è mai interessata. Ciò che conta è solo la realtà dei fatti per me. Pavoneggiarmi e ostentare i miei titoli cercando disperatamente di far vedere la validità della mia disciplina e della mia persona, ad un mucchio di estranei ignoranti in materia, non rientra tra le mie priorità.
In Giappone dove mi chiamano Byakko-san 白虎 さん, e in altri posti come la Cina, luoghi dove tutto nasce e tutto ha origine. È li, che conta davvero farsi dire "vali qualcosa", in occidente, dove le discipline sono state adottate, e ridotte ad una barzelletta, sentirmi dire "vali qualcosa" equivale ad aria fritta per me.

E a me basta quel che mi è stato detto ad Est per sentirmi soddisfatto.
Non farò dunque, il classico elenco dei miei titoli, non farò la biografia dei miei ventuno anni di esperienza nel campo delle arti marziali. La mia privacy è più importante, e i miei segreti lo sono ancora di più. Solo chi mi conosce bene, sa chi sono e conosce la mia storia, solo ai miei allievi rivelo tutto, e a pochi allievi eletti, rivelo molto di più. Solo nella mia vita privata e al Dōjō, mostro chi sono e cosa sono realmente capace di fare, e voglio che resti così. Una sola esibizione all'anno con quattro sciocchezze da mostrare, un pugno di video nel nostro canale con altre quattro sciocchezze da mostrare, per un pubblico affamato di spettacoli da baraccone, sono più che sufficienti. Ci sono fin troppi fake, e truffatori, per concedere in rete informazioni esplicite, scritte, e in video. In rete solo il teatrino, il circo che l'uomo medio vuol vedere, le cose serie, solo al Dōjō, preferisco i fatti agli ornamenti, e la carta straccia.


Sensei Scolaro Giuseppe Simone